"Modo  Etiam."

La leggenda del nome di Monza

Fra Giuseppe Bernardino Burocco dà una sua versione dell'origine del nome di Monza, che spiegherebbe anche il motto Modo Etiam che si ritrova in alcune pitture.

Riferisce il Marimonti: "Lo storico racconta che Teodolinda aveva fatto voto di erigere un tempio a S. Giovanni Battista. Ebbe in sogno che dovesse fabbricarlo là dove gli fosse apparso lo Spirito Santo in forma di colomba. Andò in varie parti la divota regina e giunse finalmente per volere di Dio ad Olmea presso il limpidissimo Lambro, dalla qualità degli olmi così nomata tra Adda e Ticino. In questo sito... scese dal suo destriero, e qui... posossi sotto un'alta quercia, a cui s'era d'ogni intorno volta una vite, che colle sue spesse e larghe foglie faceva una deliziosa ombra... quand'ecco su l'albero comparire l'aspettata colomba. A tal felice veduta s'accorse la divota serenissima signora essere piacere di sua Divina Maestà che in questo sito fabbricasse, tanto più che la colomba, quasi che avesse lingua umana, con chiara e intelleggibile voce pronunciò questa parola: Modo. La regina, che altro non bramava che di sapere la volontà di Dio... pensando che le fosse imposto di subito mettere mano all'opera, acconsentendo prontissima rispose: Etiam. Quindi fu che di queste due parole formatane una sola, da Olmea in Modoetia venne tramutato il nome, e Monza nella nostra lingua fu poscia detta..."'.

L'etimologia del pio fra Burocco appare eccessivamente bizzarra anche allo stesso Marimonti, il quale sente il dovere di avvertire il lettore di quanto "cautamente s'abbiano ad attinger notizie dai cronisti monzesi...".