
Sono di fondamentale interesse etnografico sia le solennità e le feste popolari, sia le varie artistiche forme del tipico artigianato locale. Le une e le altre rivelano ancor oggi un notevole attaccamento al passato e alle sue più genuine tradizioni; i fastosi e simbolici riti delle antiche cerimonie nuziali, recentemente ripristinate non solo per ragioni turistiche, ma proprio per far perdurare l’incontro tra le collettività ed il culto per la nobile Storia dei paesi; le solenni celebrazioni che durante la settimana Santa si svolgono in ogni parte dell’isola; le magnifiche e suggestive processioni sul mare; le più famose sagre come la Sartiglia nel carnevale di Oristano o i Candelieri di Sassari, spesso istituite in segno di ringraziamento dopo alcune gravi pestilenze del XVI - XVII secolo; le gioiose ed autentiche feste patronali, accompagnate da grandiosi pranzi per migliaia di persone, come in Barbagia; le più solenni e mediate commemorazioni dei Martiri Turitani "Porto Torres" o del mare S. Efisio "Cagliari" patrono della Sardegna, quest’ultima accompagnata da una sfilata di migliaia di costumi di tutta l’Isola, ma che poi ritorna nelle sue dimensioni di viva religiosità nel lungo tragitto che la statua compie fino a Nora, luogo del martirio, e che dunque si svolge in due "tempi" quello civile e quello della devozione, esattamente come nelle celebrazioni del redentore di Nuoro; o ancora la Cavalcata di Sassari, che invece è esclusivamente civile.

Manifestazioni dove la nota dominante è data dal profondo e sincero senso religioso che, in splendida armonia, si sposa alle più varie e radicate forme della tradizione isolana, certamente ispirata anche a uno "sfruttamento" della risorsa turistica, che comunque può essere ormai considerato tradizionale anch’esso.
Analogo attaccamento alla cultura ed all’arte isolana e poi riscontrabile nel campo dell’artigianato, dove le diverse, artistiche forme creative resistono agli inevitabili mutamenti imposti dal tempo. Tali mutamenti tuttavia non sempre sono da considerarsi negativi, presentandosi talvolta come piacevoli evoluzioni di un gusto che conserva comunque tenaci legami con gli antichi modelli. Citiamo per brevità l’artigianato del rame di Isili; quello dell’Asfodelo di Flussio, I tappeti, gli arazzi e i ricami di Nule, Oliena, Dorgali, Silanus, Ghilarza, Mogoro, e Villanova Monteleone; le cassapanche e le altre pregevoli opere d’intaglio di Aritzo, Desulo e Tonara; le ceramiche di Assemini, Cagliari e Dorgali; ed infine l’oreficeria, con preziosi e raffinati gioielli che in una varietà davvero ampia costituiscono il corredo degli antichi costumi femminili festivi in quasi tutti i centri dell’isola.