La Cavalcata Sarda

La Cavalcata Sarda, la più grande rappresentazione del folklore e del costume sardo, si festeggia nella città di Sassari ogni anno la penultima domenica di maggio.

La Cavalcata Sarda, un evento che affonda le sue radici nella storia. Per secoli venne celebrata solo in occasione della visita di principi, regnanti e ospiti illustri. Così, a partire del 1711, anno in cui il Consiglio comunale di Sassari decise di "far cavalcata" in onore del re di Spagna Filippo V°, la cavalcata non ha mai rinunciato alla sua identità, se si esclude la cavalcata spontanea che nel 1796 accolse trionfalmente l’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy, capo del movimento antifeudale in Sardegna.

La Cavalcata si svolge a Sassari la penultima domenica di Maggio. Diversamente dalle principali sagre dell’isola non ha carattere religioso. La prima Cavalcata sarda fu festeggiata il 20 aprile del 1899 in onore di Umberto I e Margherita di Savoia, venuti a Sassari per l'inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II°, in quell'occasione venne donato a Maria Josè uno dei più bei e fastosi costumi della Sardegna, il costume di Sennori!. La giornata si concluse appunto con una spettacolare cavalcata in costume, ove sfilarono migliaia di persone provenienti da tutta l’isola con i costumi tradizionali, e centinaia di cavalli.

Nel 1929 un'altra cavalcata festeggiò il passaggio per Sassari di Vittorio Emanuele III e della regina Elena, nel 1939 ci fu l'ultima cavalcata per i Reali, in onore del principe ereditario Umberto di Savoia e di sua moglie Maria José.

Successivamente nel 1951 la Cavalcata fu riproposta in occasione del XV Convegno nazionale del Rotary Club. La manifestazione ebbe un tale successo che si decise di tenerla anche negli anni successivi; particolarmente ricca fu quella del centenario, festeggiata nel 1999.

La "Cavalcata" del 1999, oltre ad essere quella del centenario, è stata anche la 50° edizione "moderna", poiché dopo quella del 1951 ci fu un'edizione ogni anno, tranne nel 1982 in cui ne furono organizzate due: ci fu infatti una cavalcata speciale in onore di Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica.

Ogni penultima domenica di maggio, a Sassari, si svolge "La Cavalcata Sarda": un raduno multicolore di cavalli, cavalieri e persone vestite con i costumi tradizionali provenienti da numerose comunità dell' isola. La manifestazione vede oltre 3000 partecipanti, che sfilano in corteo per tutta la mattinata lungo le strade della città. La manifestazione si conclude con i cavalieri che compiono spettacolari caroselli ed esibizioni acrobatiche a "pariglia", su cavalli sfarzosamente bardati e da una ricca rassegna di canti e balli tradizionali eseguiti dai gruppi folcloristici.

E' un grande palcoscenico nel quale sono bene rappresentate la cultura e le tradizioni della Sardegna nonostante le origini non siano da ricercare nelle consuete tradizioni religioso-popolari ma fra gli antichi eventi di ospitalità organizzati per dare il benvenuto o festeggiare autorità o personaggi di grande importanza.

Nel 1556, a Sassari, allora parte del Regno di Sardegna e della Corona di Spagna, festeggiò con una "corsa all'anello" ed una "cavalcata" l'ascesa al trono di Filippo II° e, nel 1644, per dare il benvenuto all'arcivescovo Don Andrea Manca, ebbero luogo gare a cavallo in città.

Nel 1693 fu organizzata una grandiosa "cavalcata" per accogliere il Conte di Altamura che arrivava da Cagliari per combattere il contrabbando come pure, nel 1711, vi fu La già citata "cavalcata" in onore di Filippo V°.

La Cavalcata Sarda non è solo una sfilata a piedi e a cavallo di tremila figuranti con gli antichi costumi della Sardegna, ma è un’eccezionale raduno festante da tutta l’isola di genti con tradizioni simili ma diverse, che animano le vie della città colorandole e impreziosendole con la bellezza dei tessuti e degli ornamenti, come in un magico caleidoscopio. La manifestazione si articola in esibizioni ippiche folkloristiche di abilità indiscutibile: parezzas, pariglie, ardia. La sera la festa prosegue fino a notte inoltrata, sui palchi si svolgono le gare poetiche in sardo, i canti, i suoni le danze folk caratteristiche di ogni paese

La Cavalcata Sarda si ripropone ogni anno come unico evento folkloristico laico, non ancorato, al contrario di tutte le altre principali sagre isolane, a motivazioni e origini di carattere religioso. Col passare del tempo, la cavalcata è diventata la più grande vetrina internazionale per la promozione dei costumi e delle tradizione sarde, sopratutto da quando vi partecipano miglia di persone in costume provenienti da tutta la Sardegna che sono ospiti di "Thatari manna", la bella Sassari del nord dell’Isola.

La Cavalcata Sarda è anche una ubriacante festa del colore! Sono oltre centomila gli spettatori che applaudono le danze frenetiche dei ballerini o degli spericolati, cavalieri che si esibiscono in corse mozzafiato, stando in piedi, su due cavalli; ma alla fine l'applauso e l’urlo arriva altrettanto frenetico, dalla folla impazzita.

Questa è la Cavalcata sarda, si allunga, si accorcia, si divide in mille tronconi per dare libero sfogo alle danze dei vari gruppi, per poi ricomporsi e continuare a sfilare, quasi sempre sotto un sole cocente; donne, uomini e talvolta anche bambini, avvolti in quei costumi pesanti, colorati in tinte fortissime, quando non sono neri come il costume di Tempio; monacale, bellissimo nei colori nero e bianco, dominanti.

A chi non ha mai partecipato da spettatore alla Cavalcata Sarda, un caloroso, disinteressato, invito a farlo!

 

Poche regioni possono vantare ancora oggi, una così grande varietà di costumi. Per molti paesi della Sardegna il costume rappresenta non solo un capo di abbigliamento da tramandare di madre in figlia o di padre in figlio. Il capo di abbigliamento ancora oggi mostra la differenza, il segno di distinzione fra un paese ed un altro. Dunque una forma di identità da custodire gelosamente. La maggior parte dei costumi indossati durante la Cavalcata devono essere si riferiscono all'antico costume "della festa", quello più ricco e ornato che si portava nelle occasioni importanti: cerimonie matrimoniali, ma anche feste di piazza e ricorrenze pubbliche. La Cavalcata sarda si sforza ogni anno di concentrare, in 24 ore di manifestazione, quanto di più rappresentativo a livello culturale si trovi nell'isola, nel suo genere è forse la manifestazione folklorica più imponente d'Europa.

Sono mediamente 3000 le persone che sfilano in costume, nell'arco della mattinata, in quanto il costume è una continuazione delle tradizioni storiche, è uno degli aspetti in cui si mantengono le manifestazioni del carattere antico, è un culto alle memorie del passato. Ai cavalli ed ai loro provetti cavalieri viene affidato il compito più spettacolare. Nei 500 metri del tratto finale si esibiscono nelle pariglie e nelle parezzas: esibizioni di acrobazia e velocità di estrema difficoltà e precisione. Si tratta di un piccolo anticipo di quanto, nel pomeriggio verrà offerto all'ippodromo «Pinna» nell'ambito del «Palio città di Sassari».

Durante la mattina sfilano cavalli, gruppi di partecipanti, riuniti per paesi e regioni storiche, carri, suonatori, cantanti e danzatori, mentre, dalla sera fino a notte inoltrata, nella centralissima Piazza d'Italia, sotto il giudizio attento di una moltitudine di persone, si svolge uno spettacolo di splendidi balli e canti tradizionali delle diverse parti dell'isola, accompagnati da organetti diatonici, fisarmoniche, chitarre e dalle antichissime "launeddas", strumenti a fiato diretto e continuo costituiti da tre canne a tubo di diversa lunghezza, una per il tema musicale, l'altra per le variazioni e l'ultima per l'accompagnamento.

Partecipano alla Cavalcata, spinti dagli "Isoadhores" e celati sotto scuri fazzoletti e tristissime maschere di legno, i "Mammuthones" di Mammoiada, che procedono, saltellando in modo cadenzato verso destra e verso sinistra, in una sorta di danza, sotto il peso dei campanacci e di sonagli, che, legati con una corda, sopra la giacca di pelle scura di montone, risuonano duramente e lugubremente.

Ed è per queste ragioni che "Circolo Culturale Sardegna", al fine di mantenere vive le tradizioni popolari e farle conoscere, ha costituito il Gruppo Folk "Sardegna in Maschera" con oltre trenta costumi e maschere, ritenendo il costume una continuazione delle tradizioni storiche, è uno degli aspetti in cui si mantengono le manifestazioni dal carattere antico, è il culto delle memorie del passato… "

 

Circolo Culturale "Sardegna" Via A. Murri 16 20059 Vimercate(MI) Cell.338.95.04767

Altre Sedi: Via Arosio 6 20052 Monza (MI)

Cell. 339.67.90.454 Fax: 039.60.42.699

Via P.T. Massironi 11 20049 Concorezzo (MI)

Cell. 346.21.31.304