Inaugurazione Mostra di Pittira

La "Donna nell’Arte"

Organizzato dal Circolo Culturale Sardegna di Vimercate Monza e Concorezzo con il patrocinio di: Comune di Concorezzo - Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna - Provincia di Oristano - Provincia di Milano e Regione Lombardia.

06 marzo 2004 è stata inaugurata a Concorezzo in villa Zoia la mostra La "Donna nell’Arte" Opere di pittori lombardi e sardi. Dedicata a:

Teodolinda ed a Eleonora d’Arborea

La mostra rimarrà aperta dal 6 Marzo 2004 In Villa Zoia – Via Libertà 74 - 20049 Concorezzo

Orari di apertura tutti i giorni dal 6 al 14 Marzo - Dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 19,00 Ingresso Libero!!

La mostra è stata inaugurata alla presenza del Sindaco di Concorezzo Dr.  Alberto  Bernareggi,   della Senatrice Baio Dossi  e  la  D.ssa  Sveva  Dal  Masso  rappresentante  della  Regione  Lombardia. Il sindaco di Concorezzo ha ricordato le origini della festa del 8 Marzo la quale risale all'inverno del 1908, a New York, quando le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare chiedendo migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte dell'opificio e imprigionò le lavoratrici nella fabbrica alla quale venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie morirono, arse dalle fiamme.

Mentre la Senatrice Baio Dossi; ha ricordato l’importanza delle conquiste femminili in modo particolare nel XX° secolo

Tutti hanno ricordato come Teodolinda nel medioevo – Eleonora D’Arborea alle soglie del rinascimento sono state, per il loro tempo, due donne che hanno lasciato un’impronta di modernità e di progresso, quale mai fino all’ora si era visto. La loro capacità politica riformatrice ha inciso profondamente nella civiltà e nella vita del loro tempo. Si tratta di un processo non dissimile da quello intrapreso nell’ultimo secolo dalle donne, che hanno dovuto in prima istanza impadronirsi di un linguaggio, sia pure quello maschile e autoritario, per poi sforzarsi di rimodernarlo secondo la propria sensibilità: un’azione necessaria non solo per poter denunciare l’ingiusta discriminazione, ma anche per poter partecipare con pari dignità alla scrittura della storia.

È questo il retroterra di Teodolinda ed Eleonora D’Arborea, da cui nasce la loro consapevole ribellione, la loro presa di coscienza, la loro acquisizione di responsabilità. In Teodolinda ed Eleonora D’Arborea, emergono delle personalità complete, che hanno imparato che non tutto va salvato nella tradizione dei padri; hanno imparato a riconoscere le trappole dello sfruttamento e a diffidare dei ruoli, ma soprattutto hanno imparato che non si sopravvive da sole né come donne né come regine.

Con questa consapevolezza Teodolinda ed Eleonora D’Arborea, hanno valicato i confini del villaggio paterno, hanno saputo guardare il mondo con la serenità di chi conosce la strada da intraprendere, forti delle loro doti e del loro sapere di donne.